Il progetto
La via dei Proverbi nasce dall’idea che, nella tradizione popolare, il proverbio abbia un ruolo fondamentale: è memoria condivisa, misura del vero, bussola quotidiana. Nel parlato accetturese il proverbio non era una citazione occasionale, ma un sapere riconosciuto. Spesso un discorso iniziava con «è giusto il detto che si dice…»: non per rafforzare un’opinione personale, ma per richiamare qualcosa che apparteneva alla comunità. Questo progetto prova a raccogliere quell’eredità e a restituirle voce, prima che si perda o si trasformi senza lasciare traccia.
Il progetto è curato da Giovanni Ventura ed Elena Mastronardi. L’impostazione nasce da un approccio pratico: rendere ascoltabile, confrontabile e accessibile una raccolta di proverbi, senza fissare il dialetto in una forma rigida ma lasciandone emergere le trasformazioni nel tempo.
Le voci
In questa prima fase, don Giuseppe Filardi è la voce d’archivio: un riferimento stabile per dizione, ritmo e lessico. Accanto alla voce umana, ogni proverbio è affiancato da una voce sintetica che ne fornisce traduzione e spiegazione.
La scelta di affiancare una voce artificiale non è tecnica, ma concettuale: il contrasto tra la voce registrata e quella generata mette in relazione antico e contemporaneo, orale e digitale. Da un lato la voce che porta con sé inflessioni, esitazioni e tempo; dall’altro una voce neutra, costruita, che interpreta e chiarisce. Questo dialogo rende evidente che il proverbio non è un reperto immobile, ma qualcosa che continua a essere riletto e reinterpretato.
Lingua vivae
La lingua è mutevole; il dialetto lo è ancora di più. Per questo il progetto non cerca una versione “corretta” o definitiva dei proverbi, ma ne documenta le variazioni. Nel tempo, alla voce d’archivio si affiancheranno altre registrazioni: voci diverse, età diverse, contesti diversi. In questo modo sarà possibile cogliere come il dialetto cambia tra generazioni e famiglie, e come ogni proverbio si adatti a chi lo pronuncia.
Il progetto non ha ambizioni di esaustività accademica: è un percorso aperto, a cui la comunità può contribuire.
Le origini
Il progetto affonda le sue radici in un libricino realizzato nel 1998–1999 dagli alunni della Scuola Media di Accettura, sotto la supervisione della prof.ssa Saponaro e della prof.ssa Ferrulli ; la copertina fu realizzata dalla prof.ssa Spinelli. In quel lavoro l’orale diventava scritto. Qui, idealmente, lo scritto torna a farsi orale, attraverso le voci registrate oggi.
Come usare il sito
- Ascolta il proverbio in accetturese.
- Leggi la traduzione italiana.
- Comprendi il significato e il contesto d’uso attraverso la spiegazione.
- Esplora l’archivio per tema o liberamente.